La storia del teatro ad Atri è molto antica. Essa risale all'età augustea quando la città di Hatria, nome romano di Atri, vantava un imponente edificio di cui oggi sono ancora visibili le rovine, capace di contenere quasi diecimila spettatori. A partire dal 1776 è documentata la presenza in città di un Teatro Pubblico adiacente alla chiesa di S. Andrea ed al collegio dei Gesuiti. Del 1857 è la prima proposta, avanzata da una deputazione cittadina, di costruire il teatro con il totale contributi dei cittadini su un'area di proprietà comunale, accanto al carcere circondariale, nell'attuale piazza Duomo. L'unico teatro storico del teramano, si trova in pieno centro, di fronte alla cattedrale. Esso viene da molti paragonato, con le dovute distinzioni, alla Scala di Milano e ciò in virtù delle linee sobrie e regolari della facciata che rispondono ai canoni dell'architettura neoclassica. Il prospetto risulta suddiviso in due ordini sovrapposti, dorico e ionico, e a coronamento un analogo frontone grecizzante triangolare. Ai principi architettonici della fine dell'ottocento si richiamano la disposizione razionale degli stucchi, le decorazioni sobrie, il senso di ordine e l'imitazione dell'impianto di un tempio greco con il timpano triangolare e il balcone al centro della facciata. Di ispirazione classicistica sono anche i particolari: le colonne doriche e ioniche della facciata e gli addobbi del frontone comprendente due cornucopie ai lati dello stemma cittadino. L'interno è costituito da tre ordini di palchi per un totale di 38 palchi e da un loggione con 300 posti a sedere. I palchi presentano intarsi lignei scolpiti a mano realizzati da Raffaele Del Bello e Gerardo Gerardini, dipinti da Pietro Giovanetti e poi indorati da Giuseppe Manaresi. Sopra l'ingresso, al centro del secondo ordine di palchi, si trova il palco d'onore riservato alle autorità. La volta, affrescata dal pittore napoletano Giustino Di Giacomo, presenta un cielo turchino illuminato da luci rosee in cui la musa Euterpe, simbolo di armonia e melodia, è in trionfo su cavalli alati circondata da putti festanti con in mano i diversi strumenti musicali. In tutta la sua vita il teatro ha visto di tutto: prosa, lirica, concerti, saggi scolastici, veglioni di Carnevale, feste di fine anno, comizi elettorali, feste d'addio, commemorazioni dei caduti di guerra.
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