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Museo Archeologico "De Galitiis-De Albentiis-Tascini"

La prima sala è un omaggio alla figura e all'opera dell'ing. Vincenzo Rosati, direttore dell'antica Scuola di Arti e Mestieri dell'Orfanotrofio di Atri. Dalla fine dell'800 egli, su incarico di Edoardo Brizio direttore del Museo Archeologico di Bologna e degli scavi governativi fino al territorio abruzzese, dedicò la sua attività di studioso di archeologia agli scavi nella zona di Atri e in territori limitrofi, provvedendo alla raccolta dei numerosi materiali ivi recuperati. In una grande vetrina quadripartita sono oggi sistemati numerosi reperti di diversa provenienza, in alcuni casi purtroppo ignota (ariballos, laghynos, kantharos, balsamari, ecc). La seconda sala, dedicata alla Preistoria del territorio abruzzese, illustra i manufatti di cui si sono serviti gli uomini primitivi, dal Paleolitico (circa 300.000 anni a.C.) fino ad arrivare alla prima età del Ferro (ca. 1000 - 750 a .C.. Sono state realizzate riproduzioni di oggetti di diversa natura, tra le quali strumenti in selce e osso del Paleolitico Inferiore, Medio e Superiore; vasi in argilla depurata (figulina) dipinta del tipo noto dai villaggi neolitici (circa V - IV millennio a.C.) di Catignano (PE) e Ripoli (TE); ceramica dell'età del rame decorata a squame e incisioni; due asce in bronzo e ceramica dell'età del Bronzo finale e della prima età del Ferro variamente decorata. La terza sala, sicuramente la più suggestiva grazie all'esposizione di due sepolture integre scavate nei primi del '900. I reperti archeologici, rinvenuti nelle 35 sepolture scavate all'epoca nelle due Necropoli di Atri di Colle della Giustizia e Pretara, furono sottoposti negli anni Settanta alle prime delicate opere di restauro. Solo 22 sono però le sepolture i cui corredi sono oggi esposti in vetrina, probabilmente appartenuti a due o tre nuclei familiari e databili intorno ai primi tre quarti del VI sec a. C.. Quelli maschili sono 6, completi del tipico armamento da guerriero composto da teste di mazza, coltelli, punte di lancia, pugnali ad antenne, ecc. Le restanti sepolture, tutte femminili e infantili, sono divisibili in due gruppi numericamente equivalenti.
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