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Rocca Capo d'Atri

La fortezza regia fu costruita da Luigi di Savoia, Vicerè degli Abruzzi, nel 1390, fu poi distrutta dagli stessi atriani ribellatisi al re Ladislao, nell'agosto del 1414, e poco dopo venne riedificata. Fu sede del "castellano della rocca", ufficiale regio prima e poi ducale con l'avvento dei Signori d'Acquaviva, che la presidiava con soldati armati. Era una fortezza molto potente e subì gli assalti dei durazzeschi nel 1392, degli sforzeschi nel 1442 e degli aragonesi nel 1461. All'interno sono state rinvenute ampie cisterne in mattoni, idonee per contenere acqua piovana, filtrata appositamente con ghiaia e carbone di legna, allo scopo di disporre di notevoli quantità di acqua potabile. La parte superiore a terrazzo che si apre sulla Valle del Vomano, era utilizzata quale torre di avvistamento e segnalazione, correlata con le altre torri sparse lungo la costa adriatica. Dalla base buona veduta panoramica della valle del Vomano, della catena montuosa del Gran Sasso e del Colle della Giustizia, così detto perché vi furono eretti patiboli dai duchi Acquaviva nella seconda metà del Cinquecento.
Archivio D'Abruzzo
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