Ciò che affascina del Palazzo Farnese di San Valentino è l’eterogeneità della sua struttura che assume, a seconda del punto di vista dal quale il visitatore la osservi, la veste di castello medievale, cinta fortificata, palazzo nobiliare nonché casa rurale. La fabbrica odierna è il frutto di numerose stratificazioni succedutesi nel corso dei secoli, specchio della vita del manufatto, ma non tutte databili con certezza. Se, infatti, risulta abbastanza agevole delineare la storia di San Valentino dall’epoca della sua fondazione ad oggi, sono invece scarsi i dati documentari strettamente riferiti all’edificio. Legato alla vicina Abbazia di San Clemente a Casauria, nell’orbita della quale il paese rimarrà fino all’avvento dei normanni nell’XI sec., San Valentino passa per le alterne fortune dei feudatari locali, Acquaviva, Orsini e Della Tolfa, di fede ora angioina, ora aragonese, fino all’elevazione a feudo farnesiano per mano di Margherita d’Austria (1583) e in seguito borbonico dalla prima metà del XVIII sec. all’unità d’Italia.
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