Giulianova

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Chiesa-Duomo San Flaviano

La costruzione del Duomo, forse su disegno dell’architetto toscano Francesco di Giorgio Martini, viene fatta risalire al 1472, cioè al tempo della fondazione di Giulia Nuova, anche se fu ultimata nei primi anni del 1500. Alla sua apertura al culto fu intitolata a S. Maria in Platea o S. Maria in Piazza e solo in un secondo momento, dopo che nel 1478 vi erano state traslate le reliquie di S. Flaviano dall’antica chiesa fuori delle mura cittadine, fu intitolata a San Flaviano. E’ un monumento rinascimentale la cui pianta ottagonale ne fa un esempio quasi unico in Abruzzo, insieme alla imponente insolita cupola a calotta semisferica, che cronologicamente precede anche quella di S. Pietro, iniziata nel 1506. Al suo culmine una piccola lanterna, anch’essa ottagonale, sovrastata da una grande croce in ferro. Per la sua svettante altezza fu importante punto di riferimento per il territorio circostante e persino per i pescatori, tanto che si pensa che il rivestimento originario fosse costituito da mattonelle smaltate di azzurro con effetto volutamente rifrangente, assolutamente visibile anche da molto lontano. Al di sotto della grande aula della Chiesa si trova la cripta, il cui soffitto è un capolavoro di ingegneria, originariamente utilizzata per il culto e poi per molto tempo per la custodia delle reliquie del Santo. L’ingresso della cripta si trova subito sotto all’antico ingresso della Chiesa la cui tamponatura, forse avvenuta alla fine del 1800, è ancora visibile. In epoca tardo-rinascimentale l’interno della Chiesa fu arricchito con affreschi ed ornamenti dell’epoca; in tempi recenti è stata più volte oggetto di restauro, nel 1871, nel 1895, nel 1926, nel 1939 (relativamente solo alla torre campanaria) e nel 1948, al fine di risolvere dei problemi connessi alla staticità e ad alcune gravi infiltrazioni d’acqua dal tetto. In queste occasioni furono eliminate via via tutte le decorazioni barocche nell’intento di far riguadagnare alla struttura tutta la semplicità cinquecentesca.
Tratto da F. Mosca “PaesiTeramani.it”
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