Giulianova

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Santuario Madonna dello Splendore

La struttura che oggi vediamo, retta dal 1847 dai Padri Cappuccini, è il frutto di numerose modifiche ed ampliamenti: tra gli interventi più recenti, nel 1857 fu innalzata la torre campanaria con la cuspide ad otto vele diritte; il 28 agosto 1927 fu posta la prima pietra dell’attuale convento; negli anni dal 1937 al 1959 venne ulteriormente ampliata la Chiesa e nel 1946 essa, quale dono votivo dei fedeli per il termine della Seconda Guerra Mondiale, venne dotata di un nuovo Altare maggiore. Tra il 1990 ed il 2000 sono stati restaurati i piani superiori del convento per ospitare un Museo d’arte ed ampi locali a pianterreno per ospitare una ricca biblioteca. Lungo la Via Bertolino, un tempo solo un sentiero di campagna, nel 1998 è stata collocata un’artistica Via Crucis con sculture in bronzo realizzate dall’artista Ubaldo Ferretti di Grottammare (Ap). L’interno della Chiesa è a croce latina ed è decorato con grandi pitture murali eseguite nel 1954 dall’artista giuliese Alfonso Tentarelli (1906-1992) su progetto di Padre Giovanni Lerario (1913-1973); vi è custodita una statua lignea della Madonna con il Bambino benedicente, di autore ignoto e risalente al XV secolo. Il 15 agosto 1914 con una solenne cerimonia sul capo della Madonna fu posta una corona in argento laminato d'oro e "tempestata di gemme" cesellata dalla famiglia Migliori di Giulianova. Intorno al 1950 la statua è stata inserita in una raggiera, simbolo della luce divina, posta sopra un tronco di albero per rievocare l’ulivo su cui apparve la prima volta. Vicino al tronco, dalle cui radici sgorga l’acqua benedetta, vi è la statua di Bertolino in adorazione. Notevole, nell’adiacente sacrestia, è la pala cinquecentesca raffigurante la Vergine con il Bambino in gloria e i santi Pietro, Paolo, Dorotea e Francesco, opera attribuita al Veronese (1528-1588). Pure nella sacrestia è il bel tabernacolo ligneo con inserti d’ebano realizzato tra il 1720 ed il 1723 e attribuito ai maestri “marangoni”, cioè gli ebanisti cappuccini, fra’ Serafino da Nembro, fra’ Michele della Petrella e fra’ Stefano da Chieti. Del pittore Giacomo Farelli (1629-1706) sono i quadri ad olio su tela presenti nel coro e rappresentanti l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, la Natività di Gesù e l’Assunzione di Maria al cielo. L’acqua della polla sorgiva creatasi a seguito dell’apparizione miracolosa e situata sotto l’altare maggiore della chiesa, è stata opportunamente canalizzata e raccolta in apposite vasche nei giardini del convento, dove è stato realizzato un tempietto impreziosito da mosaici artistici e bassorilievi in marmo raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento; il piccolo belvedere è adornato delle statue bronzee di San Michele Arcangelo, nostro difensore dal Male, che schiaccia la testa di Satana, e di San Francesco, nostro richiamo alla natura, rappresentato con le braccia alzate per glorificare il Signore. L'ampliato piazzale di accoglienza è dominato da una grande statua, anch’essa in bronzo, del Cristo, sotto cui campeggia la scritta "Ego sum via veritas et vita".
Tratto da F. Mosca “PaesiTeramani.it”
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