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Monastero Santa Maria in Mejulanum

Costruito dai Padri Benedettini nel 1016, passò ai Padri Celestini nel 1497 su richiesta del Duca Andrea Matteo III Acquaviva e, dopo aver ottenuto l’autonomia nel 1574, venne elevato al rango di Badìa nel 1616. Fin dal 1300 custodiva la statua miracolosa della Madonna del Sabato Santo destinata dopo la prima metà del Settecento alla Chiesa di S.Agnese. A seguito degli editti Napoleonici dei primi dell’Ottocento i Padri Celestini vennero mandati via e il possente edificio ceduto a privati, per tornare ad essere ad uso pubblico circa un secolo dopo ed acquistato dalla Provincia di Teramo nel 1938. La facciata principale è oggi quella rivolta ad Ovest ed è completamente in laterizio, decorata con elementi in stile gotico. Termina con un frontone triangolare che, elevandosi per oltre 10 metri al di sopra dell’edificio, lo rende ancora più imponente. Al centro del frontone è una stella a sei punte ed il portale è sormontato da un arco ogivale. La parete frontale dell’edificio conventuale presenta 8 finestre al piano superiore e 6 più due ingressi al piano terra, tutti terminanti ad arco ogivale. All’angolo nord-est è una torre quadrata di tipo romanico con terrazza chiusa da merlatura. All’interno della struttura, di forma pressoché quadrata, è il chiostro. Nell'atrio è conservata un'epigrafe il cui testo si riferisce ad una locazione perpetua dell'Abbazia ai monaci di Mejulano, stipulata nel gennaio del 1673.
Tratto da F. Mosca “PaesiTeramani.it”
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