Il piccolo borgo rurale della Sponga, con poche case sparse, sorse nei pressi della fonte Sant’Antonio, legata al monastero di Sant’Antonio di Filettino, un tempo proprietario del territorio. Difficilmente raggiungibile, fu utilizzato come rifugio durante la Seconda guerra mondiale. Le acque, raccolte in un alveo, si riversavano con cascate naturali nel Rio Sparto, creando un ambiente suggestivo. Dal 1943 la zona divenne meta di escursioni, fino alla realizzazione nel 1990 di un Parco Attrezzato. Situato a circa 800 metri sui Monti Simbruini, il nome Sponga deriva probabilmente da “spugna”, per il fenomeno del carsismo che fa apparire e scomparire il torrente tra le rocce.
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