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Ruderi Chiesa Santissimo Salvatore

La chiesa fu edificata nel 1030 ed era di patronato principesco; passerà poi sotto il patronato regio nel periodo aragonese, angioino, spagnolo e borbonico con la nomina diretta dei parroci. La parrocchia del SS. Salvatore aveva giurisdizione fino a Piano di Coccia (oggi tenimento di Rosciano) e recepiva rendite di beni situati fino ad Alanno. Secondo quanto riportava il parroco Don Everino Conti nel suo questionario del 1930, “la chiesa, nel 1923, fu riparata con decorazioni nuove e tinte migliori e con emblemi dipinti sulle volte, ritocco a tutta la doratura, costruzione di un nuovo campanile in stile gotico-veneziano ed acquisto di una nuova campana del peso di kg 104 dalla ditta Marinelli di Agnone” ed un organo nuovo “eseguito dalla ditta Benzi e Franceschini di Crema, n. 2 lampade dorate, gradini di tre altari in granito nuovo, decorazione di tutta la chiesa con tinte religiose e doratura in oro zecchino dei capitelli e cimase del nuovo altare e colonne in marmo a smalto”. La chiesa del SS. Salvatore è rimasta spoglia già dal 1956, a seguito del crollo del tetto causato dalle abbondanti nevicate di quel periodo. Nel 1962, parroco Giuseppe Piras, avvenne il passaggio del titolo alla chiesa di S. Domenico a seguito del decreto vescovile e della inagibilità della chiesa. Man mano è stata spogliata dei pochi arredi ed abbandonata, infine demolita quasi del tutto nel 2009, a seguito del terremoto. Oggi restano parte dei muri perimetrali, dei pilastri di sostegno delle volte, parte dell'altare maggiore e le colonne laterali in stile corinzio. Le silenziose rovine della chiesa, oggi hanno una atmosfera di sospesa attesa, ma anche di speranza verso una “riqualificazione” doverosa da parte della cittadinanza, e rievocano un passato degno di essere raccontato.
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