In località Piano S. Maria Arabona nel 1985 venne in luce una tomba con corredo costituito da punta di lancia, sauroter, e coltello e vari rinvenimenti sporadici riferibili evidentemente a sepolture, oltre che la nota testa di Manoppello, raffigurante un volto maschile con collare a fascetta di bronzo, confrontabile con la stele di Guardiagrele ed il Guerriero di Capestrano. La grande casa, forse sviluppatasi in origine come semplice fattoria, si sviluppa agli inizi dell’impero sino a trasformarsi in una nobile villa di campagna. Oggi è possibile ammirare una serie di ambienti pavimentati con splendidi mosaici, un impluvio utilizzato come terme private e i resti delle colonne che sorreggevano le capriate di copertura. La sua datazione non è certa, ma è approssimabile tra il primo secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo. La villa si articola in tre parti funzionali: l’ambiente residenziale, quello per le strutture produttive e gli ambienti misti destinati a entrambe le funzioni. Alla parte residenziale è legata la presenza dell’impianto termale riservata esclusivamente al nucleo familiare, viste le dimensioni ridotte della vasca venuta alla luce. Sul pavimento sono ancora visibili, inoltre, le cabalette che venivano utilizzate per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua. I preziosi marmi e la tipologia di pavimentazione a mosaico dimostrano la committenza elevata della villa stessa.
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