La Domenica dopo la Pasqua si festeggia San Vincenzo. Una devozione rimasta viva nei fedeli perché l'antica chiesa dei Santissimi Giovanni e Vincenzo era considerata dalla tradizione popolare locale una sorta di Santuario fino ai primi decenni del ‘900, e San Vincenzo guaritore degli stati febbrili. Difatti vi si recavano per implorare la guarigione i fedeli colpiti da febbri ostinati e ribelli alle cure sanitarie. La sua statua infatti è tutta scalfita, perché i malati la raschiavano per prenderne la polvere, pensando che facesse bene. In tale occasione, durante il pomeriggio, gli uomini si riuniscono per il tradizionale "Gioco della Ruzzola": si tratta di una forma di pecorino intorno al quale viene legata una cordicella ed è lanciata lungo un percorso. Vince chi arriva al traguardo con meno tiri e per premio si porta a casa il formaggio.
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