Si tratta di reperti risalenti principalmente al basso medioevo provenienti in gran parte dai monumenti ecclesiastici cittadini, nonché di un più esiguo numero di pezzi riconducibili ad un arco temporale che dal XV secolo non si protrae oltre il secolo XVIII. Tra gli elementi lapidei che si distinguono particolarmente per il loro valore storico-artistico e documentario bisogna includere un insieme di pezzi erratici relativi a due arredi sacri appartenuti con tutta probabilità al corredo plastico della locale collegiata, come il candelabbro pasquale. Alcuni reperti ascrivibili al Primo Quattrocento risentono, invece, di una temperie culturale di matrice oltremontana giustificabile con la presenza di maetranze teutoniche sul territorio. Si tratta di frammenti pertinenti ad alcuni archi a parete riconducibili sia per tipologia sia per ornamento, alle edicole ancora oggi integre addossate alla controfacciata della chiesa cittadina dedicata a Santa Maria del Riparo. Alla stessa corrente artistica appartiene anche un gruppo scultoreo raffigurante Cristo al Sepolcro, composto da due angeli portacandelabro che affiancano il corpo del Redentore: l'insieme introduce un modello devozionale nuovo per la nostra penisola che si ispira a un'iconografia diffusa nella statuaria tedesca del XV secolo.
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